Mostra in corso
Franco Rognoni
Nel Segno del Colore
Dal 19 Novembre al 17 Dicembre 2022
La Galleria 13 – arte moderna e contemporanea è lieta di presentare la mostra “Franco Rognoni – Nel Segno del Colore” in un’esposizione di opere ad olio e tempere che raccoglie tutti i principali temi del suo lavoro.
La mostra si svolgerà presso la sede della Galleria in Via Roma 34/b, Reggio Emilia dal 19 Novembre al 17 Dicembre 2022 ed inaugurerà in presenza sabato 19 novembre alle ore 17:30, un modo per incontrarsi dopo anni di restrizioni e rivivere lo spazio della galleria.
Franco Rognoni è un pittore molto caro alla Galleria 13 con cui ha lavorato per tutti gli anni della sua carriera, un maestro dell’arte del ‘900 italiano unico nel suo genere.
Pochi artisti del ‘900 hanno saputo essere “dentro” al loro tempo come Franco Rognoni e pochi artisti, del resto, hanno saputo essere così “oltre” le loro stagioni. La sua è infatti una figura di grande spessore: artista colto, aperto alle visioni dei maestri europei, ha saputo essere talmente al di sopra delle situazioni che lo circondavano da saper regalare alla sua pittura un aurea di a-temporalità e, di conseguenza, una perfetta adesione anche ai nostri giorni.
Rognoni è un lirico eclettico, un poeta del pennello, in grado di anticipare i tempi con le sue intuizioni. Uno stile unico e inconfondibile, che accoglie in se decine di riferimenti che portano anzitutto i nomi di artisti come Licini, Soldati, Sironi.
Non sarebbe possibile conoscere a fondo Rognoni senza considerare questi capisaldi, senza valutare il suo essere oltre le mode e le correnti, probabilmente anche per questo la sua pittura è tuttora di sorprendente modernità.
Del resto ne era ben consapevole egli stesso, quando già nel 1942 affermava: “intendo l’arte come espressione oltre che di un’estetica fine a se stessa, anche, e soprattutto, di un’etica interiore. Solo così credo che l’opera non muoia col mutare del gusto estetico.”
L’universo di Rognoni è animato da soggetti immediatamente riconoscibili: Venezia incantata nei suoi riflessi, periferie, città brulicandi di passanti, pendolari, banchieri, imprenditori, ballerini, musicisti, nature morte, gondole e tram.
Nell’evocazione della realtà, Rognoni gioca su diversi piani di rappresentazione. Ne sono testimonianza il ciclo degli Interni/Esterni: la città è raffigurata contemporaneamente dentro l’abitazione e fuori, in strada, come se l’osservatore fosse onnipresente e avesse la possibilità di scrutare ogni accadimento.
Rognoni si rivela con un segno netto, graffiante, libero e una sapiente impaginazione cromatica.
Il colore è un altra componente fondamentale nelle opere di Rognoni, laddove la figura si dissolve e distorce il colore emerge vibrante e carico di un estetica lirica che arriva a toccare le corde dell’anima.
BREVE BIOGRAFIA
Franco Rognoni nasce a Milano il 20 settembre 1913 da Giuseppe e Giuseppina Carabelli in una famiglia della piccola borghesia. Giovanissimo inizia a interessarsi del disegno e della pittura e, adolescente, frequenta le scuole tecniche di tessitura e quindi la Scuola superiore d’ Arte applicata del Castello Sforzesco.
Il critico Raffaello Giolli è il suo primo sostenitore, un importante riferimento culturale che consente a Rognoni di aprire nuovi orizzonti. Fin dal 1934 collabora come disegnatore a importanti riviste e quotidiani mentre nel ’38 espone per la prima volta. La sua formazione è influenzata da artisti come Sironi, de Pisis, Modigliani mentre la passione per i libri lo avvicina alle soluzioni grafiche e pittoriche dell’Espressionismo tedesco.
Luino, sul Lago Maggiore, lo accoglie durante la guerra e qui si concentra sulla sua produzione (che si arricchisce di incisioni e illustrazioni), mantenendo così un’importante collaborazione con molti periodici e dei contatti fondamentali con gli editori e i collezionisti.
Nel primo dopoguerra torna a Milano e nel 1946 sposa Mariuccia Noè, con la quali condividerà per tutta la vita significativi interessi culturali. Nello studio di Lambrate nascono nuovi disegni e dipinti che sviluppano le tematiche fondamentali dell’artista ed esprimono un personalissimo linguaggio antiaccademico.
La Rai gli propone un progetto di scenografo-costumista e la stessa attività vieni svolta per la Piccola Scala e la Fenice di Venezia.
Tra gli anni Settanta e Ottanta la sua attenzioni si sposta sulla figura umana, vista con connotazioni critiche e scettiche, e la città, rappresentata sempre più come contesto straniante. Accanto a questa connotazione appare un aspetto sognante, legato alla memoria. Il lago, altro luogo privilegiato della sua rappresentazione e della sua esistenza che si alterna tra Milano e Luino, esalta questa dimensione pittorica che fissa dei protagonisti sospesi tra realtà e immaginazione.
L’ultimo decennio, gli anni Novanta, vede l’artista impegnato nella rappresentazione della vitalità. Ampio spazio è quindi dedicato alla cromia, in una direzione pittorica che diventa sempre più mitteleuropea, nel segno del Simbolismo e dell’Espressionismo.
L’artista è scomparso a Milano l’11 marzo 1999.
ORARI D’APERTURA:
da martedì a sabato 10:00-13:00,16:00-19:30
lunedì chiuso, giovedì pomeriggio chiuso, domenica chiuso
fuori dagli orari solo su appuntamento
INAUGURAZIONE:
Sabato 19 Novembre ore 17:30










